Friday, February 15, 2008

Odissea Italo-Americana

Nasce Vittorio e facciamo richiesta per un passaporto italiano al consolato italiano del New Jersey. Mi dicono che la richiesta di cittadinanza verra’ spedita in Italia e da li’ dovra’ tornare indietro. Di solito ci vuole “qualche mese”. Il funzionario mi lascia il suo numero di telefono (strano, no?) e allo stesso tempo mi assicura che saro’ avvertita quando la pratica avra’ fatto il suo corso. Mi dimentico della faccenda.

Dopo qualche mese pero’ decido di richiamare il funzionario. Utilizzo prontamente il suo numero diretto. Questo non solo non sa che fine abbia fatto la mia pratica, ma ironizza pure sul fatto che sono cosi’ ottimista da richiamare dopo "solo qualche mese". Passano altri mesi.

L’altro giorno mi viene in mente che sono passati gia’ due anni da quando abbiamo fatto richiesta e mi pare il momento di sapere che ne e’ stato della mia pratica. Cerco il numero diretto del funzionario ma ahime’ l’ho probabilmente perso. Intuisco che la cosa e’ gravissima! Non mi resta che provare con il numero generale del consolato. Peccato che e’ impossibile riuscire a parlare con qualcuno. Al telefono risponde un messaggio registrato con un complicatissimo menu di opzioni in forma di altri tasti da digitare che ogni volta ti trasferisce ad altri messaggi registrati lunghissimi con altre serie di opzioni da digitare che portano ad altri messaggi lunghissimi. Dopo diversi tentativi finalmente arrivo all'opzione "parlare con il funzionario ufficio passaporti" ..ed ecco che un altro messaggio registrato ti chiede di chiamare “dal lunedi’ al venerdi’ fra le 2 e le 4 del pomeriggio”. Eppure oggi e’ giovedi’ e sono le 3 del pomeriggio. va bhe, stara' prendendo il caffe'....Riprovo piu’ volte in giorni diversi (ma sempre dalle 2 alle 4) e ottengo sempre lo stesso messaggio “si prega di richiamare dalle 2 alle 4”. Dopo vari tentativi scopro l’opzione “lasciate un messaggio e sarete richiamati” per cui lascio un messaggio con il mio numero di telefono e spero.....invano.

Dopo qualche giorno decido di prendere il toro per le corna. Prima arrivo all’opzione “se conoscete il numero dell’interno desiderato si prega di digitarlo ora” e li’ provo a inserire una combinazioni varie numeri sperando che mi portino all’interno di qualcuno. Invano. Allora mi organizzo e scrivo su un pezzo di carta tutta la serie di tasti da digitare che mi portano all’opzione “parlare con il funzionario dell’ufficio passaporti” e poi riprovo a chiamare consecutivamente almeno una decina di volte. Ad un certo punto, scoraggiata, premo lo “zero”, cosi’ a caso. E qualcuno risponde!!!

La signorina mi dice che non solo il passaporto di vittorio non e’ ancora tornato indietro, ma “e’ probabile che non abbia nemmeno lasciato gli Stati Uniti”. Infatti dal consoltao del New Jersey nel Febbraio 2008 la pratica e’ stata mandata al consolato di New York che pero’ “sa, e’ molto indietro con le pratiche” . Per cui e’ impossibile avere conferma che New York lo abbia ancora mandato a Milano. "Mi faranno sapere" appena sapranno qualche cosa da New York. A quel punto prima di tutto mi assicuro di avere il numero diretto a cui richiamare la signorina e poi chiedo come mai anche se chiamo dalle 2 alle 4 nessuno risponde. La funzionaria mi risponde: “all’ufficio passaporti non rispondono perche’ lavorano” ...E mi dica signorina che lavoro fanno!?!

La signorina (probabilmente una stagista che non e’ parte o non e’ ancora stata fagocitata dal sistema e conserva un minimo di buon senso) effettivamente mi richiama dopo qualche giorno. Mi fa sapere che la richiesta e' partita da New York il 2 maggio 2008 (cioe’ un anno dopo che l’abbiamo inoltrata) e a questo punto "dovrebbe" essere arrivata a Milano. “Ora”, mi dice candidamente la signorina, “se vuole un consiglio, io per assicurarmi che l’atto di nascita effettivamente torni indietro manderi qualcuno a ritirarlo di persona al comune di Milano - Ufficio Stato Civile. E ad ogni modo”, precisa la signorina, “cio’ non signifca affatto che il suo passaporto e’ stato fatto. Lei poi dovra’ venire qui di persona (quale miglior modo di passare insieme un girono di ferie), con suo marito e suo figlio, portando i passaporti di tutti e tre (scusi ma quello di mio figlio?), 3 foto –tessera, una marca da bollo, $130 in contanti". A quel punto "ci vorra' del tempo"...

Mi viene da piangere...mio figlio non sara’ mai italiano. O nel caso migliore, il passaporto di Vittorio arrivera' a noi gia' scaduto e da rinnovare....
Meno male che appena nato abbiamo fatto anche il passaporto americano. Lo abbiamo richiesto posta e ci e’ arrivato a casa in due settimane. Altrimenti per tre anni non si poteva nemmeno andare in vacanza.....

Thursday, February 14, 2008

Good managers don't whisper: queste sono le cose che amo del mio capo: oggi viene qui e mi augura "buon san valentino", mi chiede come sto e come sta mio figlio e cazzate varie (si vede lontano un miglio che non gliene sbatte niente ma lo fa per fare il "buon manager", quello il cui buon umore dovrebbe incoraggiare i dipendenti) . Poi nel pomeriggio decide di discutere di me con la mia carissima collega nel cubicolo di fianco al mio, sperando che io non senta i suoi "sussurri".... penoso.