Thursday, October 30, 2008

La festa dello Zucchero (candies buy backs!!!)


Domani e' Halloween. La festa e' sacra qui, soprattutto per i bambini. ma non solo (you get a night of being someonelse before you step back into your mold the next day). Oggi mi sono ritrovata da Target. Piu' spaventose delle maschere erano le quantita' di dolci, caramelle, cioccolati e cioccolatini, barrette e lecca-lecca, di tutte le forme e dimensioni...migliaia di giganti confezioni risparmio arancioni straripavano dagli alti scaffali... e io pensavo a come tutto quello zuccherro sarebbe finito nelle bocche dei bambini...ma mai sotto-stimare gli americani...appena fuori dal negozio arriva una email che mi avvisa che il giorno dopo Halloween in varie locations della citta' dentisti (proprio loro!) e associazioni di genitori hanno organizzato degli stands in cui i bambini potranno ri-vendere le caramelle ricevute per $1 al pound...geniale! perche' certo cosa puo' interessare ai bimbi di piu' delle caramelle? i soldi!! ma certo...perche' insegnare ai bambini una certa mezza misura nel consumo di cio' che gli piace...molto meglio insegnargli da subito i principi del business e mostragli come possono fare soldi per cio' cha hanno ricevuto in dono cosi' poi si vanno loro a comperarsene di nuove di caramelle e diamo anche un aiuto all'economia...

Tuesday, October 7, 2008

Madonna!!


What's up with concerts in the US?
il concerto di Madonna al Madison Square Garden. uno spettacolo unico. e che fanno tutti? se ne stanno li' nei propri posti assegnati senza potersi muovere e tanto meno ballare. i piu' sfegatati si alzano in piedi...attenti a non scatenarci troppo....ma nemmeno per quelli di fronte al parco c'e' spazio per ballare e stanno anche li' tutti seduti. nemmeno fossimo al conservatorio per un quartetto di archi. unbelievable!!!!

Saturday, October 4, 2008

May there always be me

C'e' una famosa ninna nanna russa che tradotta in inglese che fa:

May there always be sunshine
May there always be blue sky
May there always be children
May there always be me

May there always be sunshine
May there always be blue sky
May there always be music
May there always be me

la sera quando vado a letto la canto e quando ho finito le due strofe, al posto di children e music etto tutte le cose el mondo che sono belle.

Friday, July 25, 2008

Connecticut

Se anagrammi Westport quasi quasiviene fuori Stepford (Wifes) if you know what I mean...

Wednesday, July 23, 2008

Di soppiatto

la verita'
le responsabilita'
un po' di liberta'.
prendo un respiro, un libro, o una canzone.
guardo il cielo a pancia in su'.
datanto non lo facevo piu'...
e se fuggissi tutt'un tratto?
scomparendo silenziosa come un gatto?
prendere i miei errori ed andare via.
e quello che sara' sia.

Wednesday, June 4, 2008

Giugno

guardo vittorio e trovo tanta certezza nella sua facetta felice, nel suo carattere testardo, nel suo girovagare libero per la casa. eppure di certo non c'e' nulla se penso a tutte le infinite possibilita' che ha di fronte. penso a come questi momenti saranno l'eredita' per la sua vita. mi chiedo se sapro' dargli un eredita' utile come quella che io ho ricevuto. e poi chissa' di quante altre risorse fara' uso...speriamo non ne uscira' confuso. o forse speriamo si', meglio di si'. vittorio, nel mio cuore per te non c'e' tristezza o disperazione. sei tutta la mia fede.

Wednesday, May 28, 2008

Maggio - le due realta'

l'attuale routine non e' nemmeno cosi' male. forse e' solo che ci si abitua a tutto. la mattina mi alzo insieme a vittorio e facciamo colazione a letto a volte. poi mi lavo e mi vesto in un minuto e 30 secondi, con i vestiti e la borsa pronti dalla sera prima, mentre vittorio guarda i cartoni. quando arriva melissa, inizia il dramma per convinverlo a vestirsi ed uscire con noi. a volte vengono con me sulla barca e fino in citta'. quando lo saluto di fronte al mio building lui subito mi chiede "parco" e io gli dico "si', certo" anche se magari non e' vero, quel giorno piove e al parco non ci andranno. quando sono nella porta girevole mi guardo indietro e vedo sempre che lui si sporge dal passeggino per guardarmi fin che puo'. di solito sorride. io mi sento insieme male di lasciarlo e sollevata di essere arrivata in qualche modo fino a li'. arrivata agli ascensori mi sono gia' dimenticata di tutto e,immersa in una nuova parte, penso a quello che devo fare quella mattina. l'ascensore mi transita definitivamente nella "realta' ufficio". poi il giorno vola via fra una to-do list, meeting, word doduments, e mille email...e' solo quando vado in bagno che chissa' perche' mi torna in mente casa e vittorio e mentre faccio pipi' penso alla mia vita e ai progetti futuri. ma poi esco di fretta e torno alla scrivania e tutto sparisce di nuovo....fino a che arrivano le 5 e io scatto di corsa a prendere il ferry. solo una volta seduta sul ferry mi rilasso e guardando l'acqua che luccica dal vetro del barcone mi preparo e rientrare nella "realta' casa" che ho lasciato la mattina. quando arrivo al ferry e vedo vittorio che mi aspetta li' sorridendo come mi aveva lasciato, mi torna tutta l'energia del mondo e vorrei che il giorno incominciasse li' di nuovo. come fra il giorno e la notte i miei giorni si sussegguono divisi fra queste due realta' - casa e di lavoro. le due realta sono cosi' separate che non ho ancora capito quale esattamente e' la realta' della mia vita, sempre che ne esista una (sola)...

Tuesday, April 15, 2008

Winnie the pooh

Il mio capo assomiglia a winnie the pooh, ha la stessa forma, la stessa flemma, la camminata, lo stesso tono di voce pacata. ma non bisogna lasciarsi ingannare. il mio capo e' un burocrate severissimo e avido di esercitare il suo potere. quando faccio qualcosa che non va con molta calma mi dice che sono una cretina e che non merito la sua fiducia. soprattutto non ha il minimo rispetto per le donne, figuriamoci una donna non americana (si diverte a correggere il mio inglese). Certo non tratterebbe mai sua moglie cosi'. Ma fa il tiranno nel piccolo feudo che si e' costruito negli anni di duro lavoro in questa grande organizzazione. Whinnie pooh non e' mai stato piu' cattivo nella mia immaginazione.

Una barca di stronzi

Stamattina la barca che mi porta a wall street era piena di gente. io ero in ritardo e sono salita fra gli ultimi. cosi' non ho trovato nessun posto a sedere. per tutto il tragitto sono rimasta in piedi, con la mia bella pancia di sette mesi in vista (la giacca non mi si allaccia piu'). nessuno si e' permesso di offrirsi per cedermi il suo posto. forse la giusta parita' dei sessi. forse una bella barca di stronzi.

Sunday, March 16, 2008

La bellezza - parte terza: un nuovo PROGETTO

Ho riflettutto sulle cose scritte in "parte prima" e "parte seconda" e sono giunta alla conclusione che mi voglio dedicare alla ricerca della bellezza. Questo sara' il mio nuovo progetto. Ogni giorno esercitero' la pratica del piacere e della bellezza. Mi assoperero' il giorno, l'ora, l'attimo per quello che sono. Ho deciso anche che per ricordarmi di starci dentro mi chiedero' spesso "Anna cosa vuoi?". Questo mi aiutera' a richiamarmi al piacere. E tutto cio' mi portera' alla felicita' e alla soddisfazione. (L'idea e' che a lungo andare questa posizione diventera' la mia naturale posizione alle cose e non mi dovro' piu' sforzare per farlo - ho imparato a fare di peggio nella mia vita, sono sicura che riusciro' ad imparare ad essere felice....).

Oggi (Domenica delle Palme, alla vigilia di Pasqua e della Primavera) mi sembra il giorno ideale per essere il primo giorno del progetto. Cosi' appena sveglia "Anna cosa vuoi?":

non mi sono alzata subito, ma ho poltrito nel letto a leggere un libro per un po' finche' michele non mi ha portato la colazione a letto. Leggere e' una delle cose che mi da sempre e immediatamente un piacere immenso, insieme a scrivere.
poi nella tarda mattinata sono stata al parco con Vittorio e siamo andati fortissimo sull'altalena. Poi abbiamo raccolto le bacche per darle da mangiare agli uccellini. Il tempo non era neanche il massimo, aveva appena piovuto e il cielo era di un grigio plumbeo ma rassicurante. C'era nell'aria un odere di erba bagnata ed era gia' l'una. Ma anziche' preoccuparmi di andare a casa, "Anna cosa vuoi?" E allora sono stata li' a guardare Vittorio correre avanti e indietro verso il cespuglio di bacche e poi verso di me con le bacche in mano. E sono stata sinceramente e assolutamente felice, come non mi succedeva da tempo.
Certo stare al tempo e ai modi di Vittorio e' un modo cosi' facile per entrare in contatto con la bellezza.

Poi ancora nel pomeriggio mi sono concessa un riposino di circa un ora, e quando mi sono alzata "Anna cosa vuoi?" . Cosi' mi son preparata delle fragole con il limone e lo zucchero. Mi e' subito tornato il ricordo delle primavere a milano, quando al mercoledi' lo zio vittorio tornava dal mercato con un intera cassetta di fragole profumate, morbide e buonissime. Certo, queste fragole del new jersey hanno solo una lontana somiglianza di quel sapore e di quella consistenza, ma e' stato quel ricordo a dare tutto il gusto.

Infine la sera ho fatto il bagno con Vittorio e anziche' prendere sempre l'asciugamano che c'e in giro, quello brutto che tanto poi mettero' a lavare, ho tirato fuori dall'armadio un bel asciugamano pulito e tutto ricamato, di quelli che si tengono per ospiti importanti o per le grandi occasioni (che poi non arrivano mai). Ho fatto un bel bagno.

Come primo giorno non c'e' male.

Saturday, March 15, 2008

La bellezza - parte seconda: la mia NOT TO DO LIST

Degli Americani mi fa arrabbiare la dilagante ignoranza che spesso sfocia in obrobrio in nome della praticita'. Il loro modo di agire e il loro modo di pensare a volte provocano in me lo stesso scandalo che provoca un deturpamento di qualcosa di bello. Come di fronte ad una bel paesaggio rovinato da grosse costruzioni di cemento, una bella donna che indossa quelle grosse scarpe da ginnastica bianche, della spazzatura abbandonata su una spiaggia. Come si puo' giungere a tale obrobrio senza farsi nessuno scrupolo? In nome di cio' che gli e' comodo, utile, facile, questa gente passa come carro-armati e senza farsi domande sui loro piu' preziosi rapporti, sulla natura che li circonda, sulle loro vite, come se nulla fosse. Per me questo avvilimento e' la cosa piu' pericolosa. E' la sfida mia sfida quotidiana ricercare e mantenere la bellezza della realta' anche a prezzo di fare piu' fatica. Prego perche' in vita mia mai arrivero' a preferire una cena di quelle da fare al micro-onde (schifosa ma facile e a buon prezzo), non faro' mai un intervento di chirurgia plastica, mai programmero' la nascita di un bimbo come se fosse l'appuntamento dal parrucchiere, mai terro' lontanto dai miei bimbi un amico perche' malato (e se poi si ammalano anche loro?), mai comprero' loro i pennarelli che non sporcano (ma non colorano nemmeno), mai costruiro' relazioni strategiche sul lavoro (il networking!), mai (piu' aihme') faro' vacanze in resort "all-inclusive". Mai dimentichero' qual'e' la trasparenza della gioia pura, la vibrazione della qualita' superiore, il calore di una buona chiacchierata, la verita' di una amica onesta, il gusto di un buon pasto, la sorpresa di una inaspettata scoperta. Che la mia vita possa sempre dirsi vicina alla bellezza. Che la bellezza sia benvenuta ogni giorno nella mia casa. Che la bellezza porti stupore e gratitudine ogni giorno nella mia vita. Amen

La Bellezza - parte prima: perche' e' cosi' difficile trovarla?

Come Adamo ed Eva in nel paradiso della mia realta' riesco sempre a trovare la mela che manca.

Wednesday, March 5, 2008

Come una piscina


Sono stata al mare dei caraibi, su una bella spaggia bianca che si tinge di rosa quando la sabbia finisce in mare. Ho fatto il bagno in un acqua azzurra trasparente, con tanti pesci dalle forme strane. Mentre galleggiavo ho guardato in su. Contro il cielo assolato si stagliavano le frange nere di palme altissime.
Allora ho cercato l'orizzonte, dove il cielo si incontra col mare. Sono rimasta li' sospesa. Quel mare non mi apparteneva. Quel cielo era vuoto. Quel luogo finto. Come se al di la' ci fosse il vuoto. Dietro le pareti pitturate il nulla.
Certo forte era l'attrattiva di quel paesaggio, ma cosi' debole l'emozione. Mi rimandava solo ad un lontano ricordo di casa, del mio mare, del mio cielo, del mio orizzonte. Mancava quella storia che rende i luoghi casa. Quella compagnia che fa di un cielo e di un mare l'infinito. Quella certezza che al di la' inizia il tutto.
Tornata a New York sono andata a nuotare in piscina. Nell'acqua insipida della vasca, sui muri sbiaditi di azzurro e nelle nuvole finte del soffitto ho ritrovato la stessa lontana fredda emozione di casa.

Friday, February 15, 2008

Odissea Italo-Americana

Nasce Vittorio e facciamo richiesta per un passaporto italiano al consolato italiano del New Jersey. Mi dicono che la richiesta di cittadinanza verra’ spedita in Italia e da li’ dovra’ tornare indietro. Di solito ci vuole “qualche mese”. Il funzionario mi lascia il suo numero di telefono (strano, no?) e allo stesso tempo mi assicura che saro’ avvertita quando la pratica avra’ fatto il suo corso. Mi dimentico della faccenda.

Dopo qualche mese pero’ decido di richiamare il funzionario. Utilizzo prontamente il suo numero diretto. Questo non solo non sa che fine abbia fatto la mia pratica, ma ironizza pure sul fatto che sono cosi’ ottimista da richiamare dopo "solo qualche mese". Passano altri mesi.

L’altro giorno mi viene in mente che sono passati gia’ due anni da quando abbiamo fatto richiesta e mi pare il momento di sapere che ne e’ stato della mia pratica. Cerco il numero diretto del funzionario ma ahime’ l’ho probabilmente perso. Intuisco che la cosa e’ gravissima! Non mi resta che provare con il numero generale del consolato. Peccato che e’ impossibile riuscire a parlare con qualcuno. Al telefono risponde un messaggio registrato con un complicatissimo menu di opzioni in forma di altri tasti da digitare che ogni volta ti trasferisce ad altri messaggi registrati lunghissimi con altre serie di opzioni da digitare che portano ad altri messaggi lunghissimi. Dopo diversi tentativi finalmente arrivo all'opzione "parlare con il funzionario ufficio passaporti" ..ed ecco che un altro messaggio registrato ti chiede di chiamare “dal lunedi’ al venerdi’ fra le 2 e le 4 del pomeriggio”. Eppure oggi e’ giovedi’ e sono le 3 del pomeriggio. va bhe, stara' prendendo il caffe'....Riprovo piu’ volte in giorni diversi (ma sempre dalle 2 alle 4) e ottengo sempre lo stesso messaggio “si prega di richiamare dalle 2 alle 4”. Dopo vari tentativi scopro l’opzione “lasciate un messaggio e sarete richiamati” per cui lascio un messaggio con il mio numero di telefono e spero.....invano.

Dopo qualche giorno decido di prendere il toro per le corna. Prima arrivo all’opzione “se conoscete il numero dell’interno desiderato si prega di digitarlo ora” e li’ provo a inserire una combinazioni varie numeri sperando che mi portino all’interno di qualcuno. Invano. Allora mi organizzo e scrivo su un pezzo di carta tutta la serie di tasti da digitare che mi portano all’opzione “parlare con il funzionario dell’ufficio passaporti” e poi riprovo a chiamare consecutivamente almeno una decina di volte. Ad un certo punto, scoraggiata, premo lo “zero”, cosi’ a caso. E qualcuno risponde!!!

La signorina mi dice che non solo il passaporto di vittorio non e’ ancora tornato indietro, ma “e’ probabile che non abbia nemmeno lasciato gli Stati Uniti”. Infatti dal consoltao del New Jersey nel Febbraio 2008 la pratica e’ stata mandata al consolato di New York che pero’ “sa, e’ molto indietro con le pratiche” . Per cui e’ impossibile avere conferma che New York lo abbia ancora mandato a Milano. "Mi faranno sapere" appena sapranno qualche cosa da New York. A quel punto prima di tutto mi assicuro di avere il numero diretto a cui richiamare la signorina e poi chiedo come mai anche se chiamo dalle 2 alle 4 nessuno risponde. La funzionaria mi risponde: “all’ufficio passaporti non rispondono perche’ lavorano” ...E mi dica signorina che lavoro fanno!?!

La signorina (probabilmente una stagista che non e’ parte o non e’ ancora stata fagocitata dal sistema e conserva un minimo di buon senso) effettivamente mi richiama dopo qualche giorno. Mi fa sapere che la richiesta e' partita da New York il 2 maggio 2008 (cioe’ un anno dopo che l’abbiamo inoltrata) e a questo punto "dovrebbe" essere arrivata a Milano. “Ora”, mi dice candidamente la signorina, “se vuole un consiglio, io per assicurarmi che l’atto di nascita effettivamente torni indietro manderi qualcuno a ritirarlo di persona al comune di Milano - Ufficio Stato Civile. E ad ogni modo”, precisa la signorina, “cio’ non signifca affatto che il suo passaporto e’ stato fatto. Lei poi dovra’ venire qui di persona (quale miglior modo di passare insieme un girono di ferie), con suo marito e suo figlio, portando i passaporti di tutti e tre (scusi ma quello di mio figlio?), 3 foto –tessera, una marca da bollo, $130 in contanti". A quel punto "ci vorra' del tempo"...

Mi viene da piangere...mio figlio non sara’ mai italiano. O nel caso migliore, il passaporto di Vittorio arrivera' a noi gia' scaduto e da rinnovare....
Meno male che appena nato abbiamo fatto anche il passaporto americano. Lo abbiamo richiesto posta e ci e’ arrivato a casa in due settimane. Altrimenti per tre anni non si poteva nemmeno andare in vacanza.....

Thursday, February 14, 2008

Good managers don't whisper: queste sono le cose che amo del mio capo: oggi viene qui e mi augura "buon san valentino", mi chiede come sto e come sta mio figlio e cazzate varie (si vede lontano un miglio che non gliene sbatte niente ma lo fa per fare il "buon manager", quello il cui buon umore dovrebbe incoraggiare i dipendenti) . Poi nel pomeriggio decide di discutere di me con la mia carissima collega nel cubicolo di fianco al mio, sperando che io non senta i suoi "sussurri".... penoso.