Wednesday, March 5, 2008

Come una piscina


Sono stata al mare dei caraibi, su una bella spaggia bianca che si tinge di rosa quando la sabbia finisce in mare. Ho fatto il bagno in un acqua azzurra trasparente, con tanti pesci dalle forme strane. Mentre galleggiavo ho guardato in su. Contro il cielo assolato si stagliavano le frange nere di palme altissime.
Allora ho cercato l'orizzonte, dove il cielo si incontra col mare. Sono rimasta li' sospesa. Quel mare non mi apparteneva. Quel cielo era vuoto. Quel luogo finto. Come se al di la' ci fosse il vuoto. Dietro le pareti pitturate il nulla.
Certo forte era l'attrattiva di quel paesaggio, ma cosi' debole l'emozione. Mi rimandava solo ad un lontano ricordo di casa, del mio mare, del mio cielo, del mio orizzonte. Mancava quella storia che rende i luoghi casa. Quella compagnia che fa di un cielo e di un mare l'infinito. Quella certezza che al di la' inizia il tutto.
Tornata a New York sono andata a nuotare in piscina. Nell'acqua insipida della vasca, sui muri sbiaditi di azzurro e nelle nuvole finte del soffitto ho ritrovato la stessa lontana fredda emozione di casa.

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